LA SUPPLY CHAIN: DA OGGETTO SCONOSCIUTO A CHIAVE DEL SUCCESSO

Velocità, efficienza, precisione, flessibilità, disponibilità della merce, sono queste le performance necessarie per essere competitivi in un mercato globale sempre più complesso. Negli ultimi anni infatti, la buona gestione della supply chain è diventata di centrale importanza nell’organizzazione di qualsiasi impresa produttiva o commerciale di successo: dalla sua efficacia ed efficienza spesso dipende il successo dell’impresa.

Più grande e complessa è l’azienda, più tale obiettivo può essere perseguito solamente attraverso un mix di metodologie, tecnologie a competenze di alto livello. Come garantirsi, quindi, che la supply chain della propria impresa sia continuamente allineata alle best practice più moderne?

Cos'è il supply chain management

La supply chain è un sistema molto articolato che coinvolge persone, attività, informazioni e risorse finanziarie atte a trasferire un prodotto da dei fornitori ai clienti passando attraverso un network produttivo/distributivo complesso e spesso anche esteso geograficamente. Un processo complesso ma con un obiettivo chiaro ed evidente: ottenere il livello di servizio richiesto dai clienti al giusto costo.

Il Supply Chain Management (o SMC) è, di conseguenza, il coordinamento delle varie fasi che concorrono a creare la supply chain di un’azienda; una definizione semplice e completa di questa disciplina è quella fornita dal professore David Simchi-Levi: «Il supply chain management è un insieme di approcci utilizzati per integrare in modo efficiente fornitori, produttori, magazzini, in modo che la merce sia prodotta nelle giuste quantità, nei giusti luoghi e tempi in modo da minimizzare i costi globali soddisfacendo al tempo stesso i requisiti in termini di livello di servizio».

I vari anelli della supply chain sono i processi che sono alla base delle attività operative e finanziarie dell'azienda. È possibile individuare tre attività principali scomponibili a loro volta in processi minori:

  • Approvvigionamento: sono le attività che si riferiscono al come, dove e quando richiedere le materie prime necessarie per realizzare la produzione (o a creare l'offerta di valore di un'azienda commerciale); in particolare possiamo comprendere in quest'area il marketing d'acquisto, la previsione della domanda e la gestione degli stock;
  • Produzione: è l'attività che afferisce alla fabbricazione vera e propria e quindi quella con il più alto valore aggiunto; qui le sotto attività sono molte e vanno dallo sviluppo del prodotto alla schedulazione della produzione.
  • Distribuzione: comprende tutti gli asset e le operazioni che partendo dai magazzini PF arrivano fino alla consegna al cliente; possiamo comprendere in questa fase la definizione del network distributivo, la gestione dello stock di prodotto finito, l'organizzazione dei magazzini e il trasporto (compreso la reverse logistics)

Tra tutti gli aspetti illustrati fin ora, in questo articolo, ci soffermeremo su quelli strettamente distributivi e, nel dettaglio, su tre particolarmente determinanti sia per il raggiungimento del livello di servizio sia per il loro impatto sul conto economico. 

Ottimizzare il network distributivo

Con tutta questa enfasi su costi e livello di servizio, non sorprende che una Rete Distributiva razionale, moderna ed efficiente sia vista dai board aziendali come un indispensabile elemento chiave per il successo. Ottimizzare la distribuzione (network dei magazzini e trasporti) significa però dover affrontare un ampio spettro di tematiche di livello strategico e tattico/operativo: quanti magazzini implementare e dove posizionarli, allocare correttamente le scorte lungo la rete, progettare i magazzini, pianificare i trasporti (il tutto tenendo ben in considerazione le tematiche make or buy).

Per una corretta progettazione (o riorganizzazione) del Network distributivo si deve partire da una precisa e puntuale mappatura dei flussi attuali identificando numero, funzioni e ruolo dei nodi logistici e delle principali sorgenti e destinazioni dei flussi di merce. Affianco alla quantificazione dei flussi devono essere quantificati anche i costi di housing (stoccaggio), handling (movimentazione e preparazione ordini), scorte (costi finanziari e quelli connessi al possesso dei beni), trasporti (primari e secondari) e amministrativi.

A questo punto inizia la parte più creativa del progetto: lo sviluppo di diversi scenari distributivi. Le soluzioni alternative devono essere analizzate (anche con l'uso di complessi strumenti informatici) e descritte in termini di risultati ottenibili, budget, ritorno dell'investimento, costi di esercizio, flessibilità operativa, tempi di realizzazione e rischi.

Importante: l'obiettivo deve essere quello di migliorare il network totale e non i suoi singoli componenti, in modo da ottenere il minimo Total Landed Cost (TLC) delle merci.

L'ottimizzazione dei processi di magazzino

Il magazzino è il centro della supply chain, su di lui convergono flussi di merci e flussi di informazioni. È in magazzino che si gioca gran parte del livello di servizio che l'azienda riesce a esprimere. Un magazzino ben organizzato deve tenere sotto controllo l'efficienza e l'efficacia di due asset importanti: le risorse umane coinvolte nelle operation e la risorsa "spazio".

Ma quali possono essere le tematiche sulle quali concentrare la propria attività? Istintivamente ne individuerei 4:

  1. il cervello ovvero il software di gestione operativa - un magazzino moderno può fare a meno dell'automazione dell'handling ma non del WMS! Oltre a governare e ottimizzare le operation i WMS permettono di costruire un importantissimo data base su cui sviluppare analisi di ottimizzazione
  2. lo stomaco cioè lo spazio a disposizione - l'intensità di stoccaggio (cioè il numero di pezzi stoccati per ogni metro quadro di magazzino) è un indicatore importante, riuscire a stoccare più merce mantenendo un buon livello di selettività è un goal. In questo caso è importante studiare molto bene le unità di carico
  3. i muscoli ovvero il picking - è qui che ci giochiamo tutto: produttività, velocità e precisione. Per fortuna ci vengono in aiuto le tecnologie legate all'automazione dell'handling. Passare da una metodologia "uomo alla merce" ad una "merce all'uomo" può risolvere tutti i nostri problemi, ma attenzione è necessario sviluppare un progetto approfondito che metta ben in evidenza costi e benefici
  4. il cuore cioè le persone che lavorano in magazzino - su tutto, la cosa più importante è avere un team motivato e ricco di competenze. La formazione su soft e hard skill è un investimento che si ripaga sempre, quando addirittura non è necessario.

Il trasporto al cliente finale

Nel trasporto c'è il nostro budget (statisticamente il 50% dei costi logistici) e non solo. È un'attività quasi sempre terziarizzata e sulla quale, quindi, non abbiamo in mano tutte le leve per l'ottimizzazione.

Su cosa dobbiamo prestare attenzione?

  1. la scelta del fornitore - condurre un buon tender è la condizione necessaria per avere sotto controllo costi e prestazioni del trasporto. Bisogna coinvolgere i giusti provider (uno o più di uno e quanti? grandi o piccoli? Specializzati o generici?) e concordare un Service Level Agreement (SLA) ben descritto e chiaro;
  2. la trattativa - il trasporto ha fatto una tale evoluzione in termini di costo che, credo, non sia più possibile approcciare la fase di trattativa pensando solo a forti scontistiche. Bisogna ragionare realmente in termini di partnership
  3. e controllare, controllare e controllare

Il dato è al centro di tutti i processi di miglioramento

Abbiamo visto come, sempre, la gestione e l'analisi dei dati assume un ruolo chiave che permette di ripensare modelli, strategie e sistemi per poter rendere i processi singolarmente più organizzati allo scopo di ottenere miglioramenti della performance globale. La raccolta e l'analisi dei dati (big data) permettono di costruire dei KPI grazie ai quali è possibile monitorare le prestazioni di ogni singola fase della supply chain e così individuare gli "anelli deboli" da ottimizzare.

Conclusione

La distribuzione fisica delle merci è uno snodo centrale della supply chain; anno dopo anno, è diventata sempre più importante non solo come incidenza sul costo logistico totale, ma come fattore determinante per il servizio e la soddisfazione dei clienti. È quindi importante considerare network, magazzino e trasporti come delle opportunità per creare valore e per mantenere o incrementare il vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.

Mentre sempre più aziende trasformano la propria supply chain passando a organizzazioni più agili, veloci, sicure e con costi operativi inferiori, voi vi state preparando al futuro?

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