COSA IMPAREREMO DALL'EMERGENZA COVID-19?

Approvvigionamento globale, just-in-time, cross-dock, preparazioni specifiche per ogni cliente, ampliamento della gamma di prodotti, requisiti normativi sempre più elevati.....

In più, le risorse logistiche stanno diventando scarse e costose: in alcune aree geografiche strategiche, lo spazio disponibile è limitato e la mancanza di personale qualificato una evidenza. È evidente i flussi logistici sono diventati più complessi. A questa situazione poi si è aggiunta anche la problematica del COVID-19 con tutte le sue ripercussioni personali, sociali ed economiche; tra le più impattanti sulla logistica di magazzino: il distanziamento sociale, la quarantena e le difficoltà di fornitura.

Oggi, e forse lo sarà anche in futuro, gestire il livello di servizio di un magazzino è diventato davvero difficile tant'è vero che molte supply chain sono in affanno o in gravissima difficoltà.

La gestione della complessità appena descritta richiede nuovi processi, nuovi metodi di lavoro (meccanizzazione, automazione, processi manuali), nuove professioni (piloti di flusso, manutentori di impianti, etc.) e nuovi sistemi informativi per guidare l'attività.

Ma non è che avremmo dovuto puntare di più sull'ottimizzazione dei processi logistici e di magazzino? E sull'analisi della loro resilienza?

Creazione e valutazione di scenari futuri, formalizzazione di ipotesi su flussi IN/OUT e scorte, identificazione di nuove tecnologie, studi di fattibilità di magazzini e stabilimenti, simulazione dinamica, valutazione qualitativa e stress test sulle soluzioni individuate per testarne la resilienza (rischi, impatti sulle condizioni di lavoro, scalabilità e flessibilità a lungo termine ...). Forse sono state attività su cui si è scritto molto ma che si sono fatte troppo poco!

Tutto questo lo si può e lo si deve fare ora.

"Si può" perché gli studi di fattibilità tutto sommato si prestano ad una gestione in “remoto” o "distanziati" (raccolta dati, loro validazione, dimensionamento e la presentazione delle alternative) e perché oggi più che mai, anche per necessità, ci siamo accorti che abbiamo a disposizione innumerevoli strumenti utili ed efficaci per gestire i progetti da remoto.

"Si deve" perché per ripartire, ripartiremo non abbiamo altra scelta, dobbiamo sfruttare questo momento di rallentamento forzato per pensare e ripensare ai nostri processi sia in termini di ottimizzazione sia di resilienza (la prossima volta non ci troveranno impreparati).

Lo Studio di Fattibilità del magazzino definisce le opzioni strategiche, tecnologiche ed organizzative per eliminare i punti di debolezza e per raggiungere livelli di eccellenza per quanto riguarda efficienza, accuratezza e servizio.

Lo studio di fattibilità deve permettere di individuare un set credibile di soluzioni alternative (layout, organizzazione del lavoro, tecnologie software e di material handling, etc.) che meglio riescono a risolvere i problemi del magazzino, definendone le redditività, l'importo complessivo dell'investimento, i vantaggi e gli svantaggi (quantificabili e non quantificabili), la flessibilità operativa, la resilienza e i tempi di realizzazione al fine di individuare quella migliore.

Il COVID-19 sta determinando la più grande crisi della storia recente. Questo ha un impatto su tutti noi economicamente, fisicamente, socialmente e politicamente.

Ognuno di noi giocherà un ruolo nell'aiutare il nostro mondo a raggiungere una nuova normalità. In qualità di Leader e di Manager delle supply chain aziendali abbiamo il compito di indagare e implementare le aree di miglioramento della logistica e in particolare del suo nodo più importante: il magazzino.

Mentre speriamo di non vivere mai più una simile situazione di emergenza, la prenderemo come lezione per costruire un magazzino più forte, più agile e resistente?

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